LOCALITA’ CHIARSOVALAS (ARTA TERME) DOCUMENTATE CON RILIEVO LiDAR E LA SCANSIONE 3D I RESTI DI QUINDICI STRUTTURE IN PIETRA E RITROVATI ALCUNI MATERIALI IN FERRO E CERAMICA DATABILI IN ETA’ MEDIEVALE



Fonte

Fonte:Data:

Autore:


LOCALITA’ CHIARSOVALAS (ARTA TERME)

DOCUMENTATE CON RILIEVO LiDAR E LA SCANSIONE 3D

I RESTI DI QUINDICI STRUTTURE IN PIETRA

E RITROVATI ALCUNI MATERIALI IN FERRO E CERAMICA

DATABILI IN ETA’ MEDIEVALE


La Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con il Comune di Arta Terme, il Laboratorio multidisciplinare dell’Istituto Internazione di Fisica Teorica di Trieste (ICTP) e il supporto dell’Associazione di Rivalpo-Valle ha avviato recentemente delle attività di ricerca archeologica in località Chiarsovalas, sita nel territorio di Arta Terme, per verificare a fini di tutela lo stato di conservazione di un deposito archeologico e di alcune strutture sepolte nel terreno. La località preserva infatti i resti di una quindicina di strutture in pietra in parte semisotterranee scavate nel pendio naturale.

Le ricerche sin qui svolte, anche con l’ausilio di tecniche informatiche avanzate quali il rilievo LiDAR e la scansione 3D, hanno consentito di documentare e mappare in modo puntuale tutte le strutture ancora visibili nel sito. Ricognizioni nell’area hanno inoltre portato al ritrovamento di alcuni materiali in ferro e ceramica che suggeriscono un’occupazione di Chiarsovalas databile genericamente nel corso dell’età altomedievale.

Tuttavia, solo uno scavo secondo le moderne tecniche stratigrafiche dei resti potrà fare luce sulla reale consistenza e datazione del sito. La Soprintendenza con un proprio finanziamento ha in programma l’avvio, nel corso dell’estate, di una campagna mirata di scavo di una o più strutture di Chiarsovalas. Quanto verrà rinvenuto servirà a fare finalmente luce sul mito dei cosiddetti pagans e la loro misteriosa identità. I risultati delle ricerche saranno inoltre utili ad elaborare un eventuale programma di presentazione della località e del patrimonio archeologico che essa ancora preserva secondo una logica di valorizzazione e divulgazione della storia e della ricchezza culturale della montagna carnica che aspettano solo di essere fatte conoscere al grande pubblico.

Le ricerche a Chairsovalas potrebbero essere di conseguenza un primo passo per l’avvio di un processo di approfondimento della storia e dell’archeologia della Carnia a partire dai luoghi meno noti e apparentemente più isolati.

Chiarsovalas è una località ora isolata posta a circa 1200 metri di altitudine non distante dagli abitati di Valle e Rivalpo nel territorio di Arta Terme. La località è forse poco nota ai più, ma essa sin dalla sua scoperta all’inizio dello scorso secolo da parte di A. Lazzarini ha sollecitato le fantasie e l’interesse di molti appassionati e studiosi della Carnia. Il luogo, collocato in un anfiteatro naturale ora completamente ricoperto da un bosco di faggi, abeti e noccioli, sembra privo di tracce umane, ma nasconde invece i resti sepolti di alcune casette da cui è derivato il toponimo di Chiarsovalas o Chiaserualis, attestato nelle fonti scritte almeno dall’inizio del ‘500. Si tratta di un luogo dove realtà e mito si mescolano, dove secondo le leggende vivevano i pagans, gli adoratori del bech d’aur, lo stambecco d’oro.